Una questione di 'genitività'. Per una lettura de «L'empio Enea» di Giuliano Gramigna
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2785-2288/24867Parole chiave:
Enea, Giuliano Gramigna, Jacques Lacan, James Joyce, romanzo sperimentaleAbstract
Il saggio offre uno sguardo analitico sul quarto romanzo di Giuliano Gramigna, L’empio Enea, pubblicato nel 1972, e ne ricostruisce la funzione di opera-ponte tra una prima fase nella narrativa dello scrittore, segnata dalla produttività del modello Proust, e una seconda fase dove si afferma maggiormente il modello Joyce, tanto quello di Ulysses quanto quello combinatorio di Finnegans Wake. Si mostra come il magistero joyciano venga utilizzato da Gramigna con particolare attenzione al pensiero psicoanalitico-linguistico di Jacques Lacan, meditato a fondo dall’autore tanto in forma saggistica quanto in sede di produzione poetica o in prosa. Attingendo al recente studio di Giorgio Ficara Il padre sulle spalle, ci si concentra inoltre sul trattamento subito dal palinsesto epico virgiliano che subisce una riscrittura antieroica e modernizzata, che passa anche attraverso il rapporto con la Cognizione del dolore di Gadda.
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