Una «finzione consapevole» nell’«impossibilità di essere surrealisti»: «Malebolge» e il parasurrealismo
DOI:
https://doi.org/10.60923/issn.2785-2288/24872Parole chiave:
Celli, Malebolge, Neoavanguardia, parasurrealismo, SpatolaAbstract
Il saggio ricostruisce la storia del parasurrealismo, teorizzato sulle pagine della rivista «Malebolge» alla metà degli anni Sessanta come recupero critico e freddo del Surrealismo assorbito dalla cultura di massa. Si analizzano gli scritti teorici, quelli di Spatola e Celli soprattutto, al fine individuare i tratti fondamentali, come la finzione della scrittura automatica, lo humour noir e l’impiego grottesco dei materiali culturali. Infine, si sondano alcuni testi dei diversi autori legati alla rivista, allo scopo di comprendere in che modo essi reagiscono con la riflessione teorica e di dimostrare, al di là della indubbia eterogeneità delle declinazioni individuali, la presenza di alcune costanti che consentono di identificare un parasurrealismo testuale collettivo.
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